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L'ultimo giorno disponibile per le banche per inviare le lettere sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, come stabilito dall'accordo Abi -Governo , era il 29 agosto. A quasi un mese dalla ricezione delle missive, le risposte del mercato non sono ancora chiare. Senza dubbio, si rileva una scarsa partecipazione da parte dei clienti, che intuiscono le criticità del nuovo strumento.
La posizione delle banche L'Abi si dichiara comunque soddisfatta del lavoro svolto dalle banche per informare i propri clienti: «Alla convenzione – spiega Massimo Roccia, direttore responsabile dell'area retail dell'associazione bancaria – hanno aderito ben 413 banche, vale a dire il 92% degli sportelli. Il 73% di questi soggetti, inoltre, ha indicato proposte alternative, applicando la rinegoziazione anche ai mutui a tasso misto e diminuendo lo spread». Per quanto riguarda il numero di clienti contattati, Roccia informa che «sono state spedite più di 2 milioni di lettere e le banche, a oggi, hanno registrato circa 20mila contatti; alcune migliaia di operazioni sono state già concluse». Ma il direttore centrale non si sbilancia su quanti potranno usufruire di questo strumento: «Non credo – aggiunge – che le aspettative possano superare qualche migliaio di adesioni». Si tratta della fascia di clienti che si trova in seria difficoltà e non può accedere a ulteriori strumenti quali la surroga o la rinegoziazione diretta con la propria banca. UniCredit è l'unica banca che, a oggi, è in grado di fornire informazioni dettagliate: le lettere inviate dal gruppo capeggiato da Alessandro Profumo sono state 390mila. «A oggi – informa la banca – le adesioni alla convenzione Abi-Mef sono circa 1.660, pari allo 0,4% dei clienti contattati». L'istituto si aspetta che nei prossimi due mesi il numero delle rinegoziazioni sia destinato ad aumentare. In termini percentuali il grado di adesione resterà tuttavia basso, visto che le lettere sono state spedite a tutti i clienti con finanziamenti a tasso variabile, compresi quelli con rate poco significative, con mutui in scadenza o per i quali la rinegoziazione comporta un eccessivo allungamento del piano di ammortamento. Cariparma e Banca Sella non sono ancora in grado di fornire cifre precise: «Le adesioni alla rinegoziazione del mutuo secondo le condizioni previste dall'accordo Abi-Governo – dice Alessandra Pissinis, responsabile commerciale area crediti del gruppo Banca Sella – rimangono basse, così come la richiesta di ulteriori informazioni da parte dei clienti presso le succursali del gruppo». Per Cariparma non ci sono ancora riscontri riguardo operazioni concluse, solo richieste di informazioni all'apposito numero verde o nelle filiali. Ma le aspettative dell'istituto sono elevate «poiché, considerato l'attuale contesto economico-sociale, ci si attende che saranno tantissimi i clienti interessati a questa opportunità».
Le ipotesi di MutuiOnline
Sono diverse le considerazioni del direttore marketing del broker MutuiOnline , Roberto Anedda, che ipotizza un'adesione del 5% dei clienti contattati. «La rinegoziazione presenta un alto rischio perché, anche se si riduce l'importo della rata, c'è un debito aggiuntivo che si accumula. In questo modo un cliente non può stabilire il costo finale del suo mutuo e quando veramente finirà di pagarlo. Il vantaggio principale della rinegoziazione è coprire una fascia limitata di persone che hanno cominciato ad accumulare ritardi nel pagamento delle rate e sono già in fase di insolvenza». Resiste la portabilità Sicuramente, per Anedda, uno strumento migliore è rappresentato dalla surroga, rilanciata dalla legge Bersani del febbraio 2007: «Un cliente che confronta la rinegoziazione con la surroga – aggiunge – si rende conto che gli interessi possono essere inferiori e la durata più breve». Secondo i dati forniti da MutuiOnline e aggiornati al 25 settembre, in Italia le richieste di mutui con finalità di sostituzione sarebbero pari al 40,4% del totale, mentre i finanziamenti realmente accordati a tal fine sarebbero il 29,8%, questo perché tra la richiesta e l'effettiva erogazione intercorre un arco di tempo di alcuni mesi. Sempre in tema di portabilità, Intesa Sanpaolo sottolinea che «il numero dei mutui erogati grazie a questa formula, del tutto gratuita per la clientela, aumenta di mese in mese». A confermare la sensazione contribuiscono i dati puntuali dell'Abi: «A giugno – conclude Roccia – è partita la procedura automatica sulla portabilità, grazie alla quale il cliente può rivolgersi direttamente alla banca subentrante che si fa carico di tutte le incombenze. Da allora abbiamo registrato più di 7mila operazioni di surroga».
Fonte : http://www.ilsole24ore.com |