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In origine la portabilità del mutuo, detta anche surroga, venne pensata per consentire alle famiglie indebitate con un mutuo a tasso variabile di cambiare mutuo passando magari ad un mutuo a tasso fisso. Osservando l'evoluzione del settore mutui però, ci troviamo oggi davanti ad uno scenario in certi casi diversi. Infatti sempre più spesso, soprattutto alla luce del recente decreto anticrisi del governo, sono le famiglie con un mutuo a tasso fisso a voler cambiare e cercare una via per risparmiare sulla rata mensile. Molte di queste famiglie, che hanno sottoscritto un mutuo a tasso fisso negli anni passati, si trovano a dover pagare rate calcolate con un tasso del 6 o del 7%, quando oggi la media di mercato è molto inferiore, anche sotto il 5%.
A voler capire le motivazioni, basta osservare i tassi di riferimento per i mutui a tasso fisso. L'IRS in questi giorni è ai livelli più bassi dal 2001 : 3,59% a 10 anni, 3,61% a 20 anni, 3,21% a 30 anni. Ovviamente anche l'euribor, indice di riferimento per i mutui a tasso variabile è in discesa (3,20%) e probabilmente nei prossimi mesi raggiungerà la soglia del 2,50%, in linea col tasso della BCE, ridotto proprio qualche giorno fa per contrastare la crisi. La differenza tra scegliere un mutuo a tasso fisso o variabile è però notevole: se accendere oggi un mutuo a tasso variablie significa accettare che i tassi possano un domani tornare a salire, scegliere un tasso fisso vuol dire continuare a pagare per tutta la durata del mutuo un a rata con un tasso di tutto rispetto (visti i livelli attuali) senza la paura di non riuscire a far quadrare i conti a fine mese. Surrogare un mutuo a tasso fisso con un mutuo al 4% significa risparmiare, rispetto a un finanziamento a venti anni acceso tra il 2004 e il 2008, dai 42 ai 112 euro al mese per una durata pari a quella residua; su un prestito trentennale il guadagno varia da 55 a 126 euro. Sono numeri che fanno pensare a un imminente boom delle surroghe, ma prima di fare il passo occorre valutare bene alcuni aspetti. Il primo aspetto da considerare è il tasso che si sta pagando: se va dal 6% in su l'operazione sarà certamente vantaggiosa e farà risparmiare una considerevole somma. Sotto il 5,5% invece va valutata con attenzione, soprattutto se si pensa di puntare al variabile che, come l'esperienza degli ultimi anni ha insegnato, diventa un arma a doppio taglio quando, come adesso, si parte dai minimi. Questo perchè è fuori da ogni dubbio che i tassi inizieranno la risalita, occorre solo attendere più o meno tempo. E se la scelta del mutuo non è stata fatta considerando le reali capacità di reddito e di far fronte a eventuali aumenti, ci si potrebbe trovare un domani con una rata impossibile da gestire. Se si pensa al mutuo a tasso variabile è sempre consigliabile verificare se si possa sostenere in caso di impennata del costo del denaro un aumento della rata anche del 40%.
La surroga rimane comunque una pratica che richiede tempo e pazienza, soprattutto perchè alcune banche pur di non lasciare andare il cliente, cercano di scoraggiarlo e tirare per le lunghe. Prima di dare il via alla procedura vale la pena chiedere alla propria banca se è disposta a rinegoziare le condizioni del proprio mutuo: chiedere un abbassamento del tasso, dello spread, il passaggio da variabile a fisso o il cambio della durata del mutuo sono variazioni che, se la banca vuole, possono essere accordate in modo gratuito e senza l'intervento del notaio. In ogni caso prima di accettare o firmare contratti, è sempre consigliabile non fidarsi delle parole del funzionario di banca, ma pretendere che tutto sia messo per iscritto, im modo da poter riflettere con calma e magari confrontare con proposte di altre banche.
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