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Le intenzioni del governo di tutelare, con il decreto anticrisi, quelle famiglie che hanno sottoscritto un mutuo a tasso variabile cresciuto a dismisura, sono senza dubbio ottime. Volendo guardare attentamente il testo del provvedimento, esposto dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vi sono però delle falle. Ad esempio, nonostante la crisi stia colpendo tutti indistintamente sembra che con questo decreto anticrisi si voglia salvare solo quelle famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile.
Scelta presa magari con un pò di superficialità o forse con troppa fiducia nei confronti dell'operatore bancario che l'ha consigliata, ma che a distanza di anni vede molti mutuatari nel panico perchè la rata del proprio mutuo è salita alle stelle. E quelle famiglie che invece, prudentemente, hanno rifiutato un mutuo a tasso variabile, optando per un mutuo a tasso fisso, proprio per evitare che un giorno la rata potesse assumere dimensioni esorbitanti ben al di sopra delle proprie possibilità? Bene, nel decreto anticrisi queste famiglie prudenti non vongono considerate. Facendo un passo indietro, e prendendo in esame i tassi di riferimento da un paio di anni ad oggi, è facile capire come il 90% di queste famiglie abbiano senza ombra di dubbio un mutuo con un tasso superiore al 4%, magari anche del 7 o 8% se è stato acceso parecchi anni fa. Sembra quasi che il governo voglia punirli per la loro prudenza, premiando invece chi ha fatto il passo più lungo della gamba. O forse la verità è diversa. Osservando gli ultimi interventi sul tasso ufficiale della Banca Centrale Europea e la tendanza degli indici di riferimento dei mutui a tasso variabile (l'ormai famoso quanto temuto euribor) è evidente che per i prossimi mesi i livelli dei tassi saranno molto bassi. Oggi, ad esempio la quotazione dell'euribor 1 mese è pari al 3.60%. Anche i maggiori esperti ritengono che per tutto il 2009 i tassi continueranno la discesa arrivando magari a quota 2%, specie in previsione di ulteriori tagli, già annunciati, della BCE. Se le cose stanno così quindi per superare quella soglia del 4% necessaria affinchè intervenga lo stato, occorrerebbe avere un mutuo con uno spread del 2% o più. Spread che, per fortuna dei mutuatari, già da parecchi mesi sono lontani dalla media di mercato. A queste condizioni, il decreto anticrisi sembra solo una bella favola, utile sulla carta ma impraticabile nella realtà.
Fortunatamente una via per migliorare le condizioni del proprio mutuo c'è ancora anche per quelle famiglie che il decreto anticrisi non considera. Grazie ai famosi decreti Bersani, con la surroga è possibile cambiare il mutuo senza spese. Visto che il governo non ci pensa quindi, chi ha un mutuo a tassi ormai fuori mercato, farà bene a guardarsi in giro e cercare un nuovo mutuo a condizioni più favorevoli. |