|
Secondo un recente sondaggio Confesercenti- Swg pagare le rate di mutui e prestiti sta creando difficoltà anche serie all'84% degli italiani su cui grava qualche tipo di debito. Per le tante famiglie strozzate dalla rata, le speranze si sono riaccesa qualche settimana fa quando il tasso Euribor a tre mesi, che è il parametro su cui le banche indicizzano i prestiti per l'acquisto delle case, ha finalmente invertito la rotta ed è sceso sotto la soglia del 5% fino ai minimi da metà aprile al 4,79%.
Un salto all'indietro ancora lento rispetto al record del 5,38% toccato a inizio ottobre, ma questa inversione di rotta non si vedeva da anni. Dunque le manovre della Banca centrale europea (Bce) che ha da poco tagliato i tassi di mezzo punto (dal 4,25 al 3,75%) cominciano a farsi sentire. Eppure per quei tre milioni di famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo. Dopo circa tre anni di continui rialzi oggi la rata è ancora pesante: chi, per esempio, si è accollato qualche anno fa un debito da 150 mila euro da estinguere in 20 anni paga in media 1.100 euro al mese. Fanno circa 120 euro in più rispetto al 2006. Per gli indebitati ci sono però diverse strade da percorrere per cercare di pagare di meno. La prima via è per chi crede che la Bce taglierà ancora il costo del denaro e consiste semplicemente nell'aspettare qualche mese per vedere come si evolverà la dinamica dei tassi. «Può darsi che entro la fine dell'anno o all'inizio del 2009 la Bce effettui un nuovo taglio di mezzo punto del costo del denaro», dice Roberto Anedda, vicepresidente di Mutuionline, il portale che opera dal 1999 e offre sulla rete i prestiti immobiliari di 40 diversi istituti di credito. Se così fosse il peso della rata ritornerebbe ai livelli del 2006. Per fare un esempio, nell'ipotesi di un taglio dei tassi dello 0,5%, la quota mensile scenderebbe di circa 100 euro a 1.000 euro al mese nell'ipotesi del mutuo del valore di 150 mila euro. Dunque scommettere sulla discesa dei tassi potrebbe essere una soluzione per alleggerire la rata. È però necessario aspettare con pazienza ed essere sicuri che la direzione dei tassi sia verso il basso. Un buon indicatore da tener d'occhi in questo caso è l'inflazione, oggi intorno al 3,8% in Europa. Se rallenterà è possibile che la Bce tagli ancora il costo del denaro. Per chi invece non ha tempo di attendere e vuole una soluzione subito le soluzioni da adottare sono principalmente due. La prima consiste nella rinegoziazione del prestito secondo il protocollo creato nell' aprile scorso dall'Associazione bancaria italiana (Abi) in accordo con il governo. La seconda via per chi non vuole aspettare è invece quella della sostituzione del finanziamento attraverso un atto di surroga, introdotto nella precedente legislatura con il decreto Bersani. «Il risparmio più consistente si ottiene con la surroga», spiega Anedda che racconta come questa strada sia già stata imboccata da molti risparmiatori dato che nel solo mese di ottobre sarebbero state stipulate ben 9mila operazioni di sostituzione del vecchio prestito per la casa. A chi ha un tasso fisso molto elevato, questa soluzione permette di ottenere un mutuo più vantaggioso . Fonte : ilsole24ore.com |