surroga del mutuo : cos'è e perchè

La surroga, o surrogazione, è un operazione bancaria con cui, attraverso "la portabilità dell'ipoteca" si sposta il mutuo presso una banca differente dalla propria, che offra migliori condizioni di mutuo. La particolarità della surroga del mutuo è che non viene estinta l'ipoteca, poichè si permette alla nuova banca di subentrare ai diritti della vecchia, azzerando i costi notarili.

La surroga è un operazione particolarmente vantaggiosa proprio perchè le condizioni del nuovo mutuo saranno più convenienti, e a differenza della classica "sostituzione" passare al nuovo mutuo non comporta alcuna spesa.

 

Quando la rata diventa insostenibile arriva la surroga

La rata del mutuo continua ad essere l'incubo degli italiani. La prova inconfutabile viene rilevata dagli ultimi sondaggi in cui si rileva che 6 italiani su 10 escludono in maniera categorica di accendere un mutuo nei prossimi mesi.
Nello specifico, grazie ad un recente sondaggio Confesercenti-Swg possiamo rilevare un quadro esaustivo della situazione economica nel Belpaese.
La difficoltà maggiore oggi è rappresentata dalla rata del mutuo, che incide mediamente sul bilancio delle famiglie per circa 500 euro (dato medio).

nel dettaglio per il 23% degli intervistati la spesa lievita tra 500 e 1.000 euro, mentre un altro 10% spende fra i 1.000 e i 2.000 euro.
il primo intervento degli italiani per fare quadrare il bilancio familiare è il taglio delle spese :
per prima cosa tagliano le risorse per le vacanze (il 21%), il tempo libero (20%) e l’abbigliamento (17%).

Ma per cosa si indebitano gli italiani?

Confesercenti indica che il mutuo casa resta il motivo al top delle richieste, seguito dall’ acquisto di un'automobile e dagli apparecchi tecnologici, come elettrodomestici e pc, settore questo, che nonostante la crisi globale, continua ad espandersi grazie all'aumento della richiesta.

Gli italiani e le banche

Analizzando invece la percentuale sul ricorso a banche e finanziarie si stima che a oggi in media gli italiani abbiano richiesto finanziamenti circa tre volte negli ultimi tre anni.
Le motivazioni principali sono : ridurre l’impatto delle rate (57%) e mancanza di disponibilità liquide per coprire il costo intero del bene acquistato (41%).

E' da notare come sia cambiata la tipologia delle richieste inerenti al finanziamento per l'immobile.
negli ultimi 5 anni abbiamo assistito ad un boom di richieste per l'acquisto della prima e della seconda casa, grazie anche alla possibilità di accedere a finanziamenti con un tasso medio relativamente basso.
infatti analizzando l'andamento storico dei tassi di riferimento per i mutui (l'IRS per i mutui indicizzati a tasso fisso, ma ancor più l'Euribor per il tasso variabile visto che 3 muti su 4 oggi sono a tasso variabile) si nota a colpo d'occhio come si sia passati dal 2% del 2004 al 5.5% dell'ottobre 2008. a questo valore ovviamente va aggiunto lo spread applicato dalla banca.
Per tale motivo oggi la situazione è ben diversa rispetto agli anni passati.
in primo luogo oggi i nuovi mutui richiesti sono per il 60% a tasso fisso, contro un 40% variabile. Secondo, le nuove richieste sempre più spesso non riguardano più l'acquisto della casa, ma la sostituzione del vecchio mutuo.

molte di quelle famiglie allettate originariamente da tassi "vantaggiosi" si ritrovano oggi, a causa delle vicissitudini economiche globali, a fare i conti ( è proprio il caso di dirlo ) con il bilancio di fine mese. quella rata del mutuo che inizialmente era di 400 euro oggi in alcuni casi è più che raddoppiata ponendo evidenti preoccupazioni nelle famiglie con redditi medio-bassi o comunque redditi fissi.

quali soluzioni alla rata che aumenta ?


il problema sussiste ovviamente non per tutti i mutui, ma solo per quelli a tasso variabile, la cui rata varia ogni mese in relazione all'andamento dell'economia globale.
abbiamo visto che il 57% del campione ricorre a nuovi finanziamenti per limitare l'impatto del mutuo.
Di questi una parte è ricorsa alla "rinegoziazione di Stato", voluta dall'attuale governo e regolata dall'accordo Tremonti-Abi. Sebbene l'indice di gradimento e di adesione da parte dei clienti non sia stato elevato rimane un'ottima, e talvolta l'unica via per riportare la rata del pripio mutuo a livelli sostnibili.


un'operazione invece di cui si parla poco, oggi sempre meno per la verità, e che spesso viene addirittura scoraggiata anche dai mezzi d'informazione è la surroga del mutuo, operazione totalmente gratuita, introdotta dall' ex Ministro Bersani e presente anche nella precedente legge  Finanziaria.

Secondo  Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), intervenuto all'incontro di formazione manageriale sulla normativa dei mutui, organizzato in questi giorni a Roma, "il dato più pesante da sottolineare è che c'è stata una forte operazione dissuasiva nei confronti della portabilità sia da parte della banca di appartenenza, sia da parte di quella ospitante, che in molti casi ha richiesto dei costi aggiuntivi per rifare l'ipoteca ecc".
Con la surroga, operazione poco pubblicizzata quindi, ma sempre a disposizione dei clienti che la richiedono, il mutuatario può cambiare mutuo e passare ad un'altra banca che, per lo stesso importo residuo, offra delle condizioni migliorative.
Non tutte le banche la applicano e non tutte, andando incontro anche a sanzioni, la permettono in maniera gratuita, ma dire che surrogare è un'impresa impossibile o che nessuna banca ha recepito le direttive Bersani, rinunciando agli enormi vantaggi che ne derivano in termini di acquisizione di nuova clientela "strappata" alla concorrenza è davvero una gran menzogna.

Ad oggi tra gli istituti che continuano a beneficiare della surroga del mutuo, per se e per il cliente, si annoverano sia grandi banche nazionali che banche locali minori.

 



 
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