La manovra della Bce non ha causato quindi una brusca inversione di questo indicatore ma pare che ne abbia almeno frenato l’avanzata, che prosegue ininterrotta da mesi e ha subito un’accelerazione dal 14 settembre (data in cui Lehman brothers è finita in bancarotta) quando in soli tre giorni è balzato di mezzo punto. Ma non ha innescato una discesa delle rate che restano più alte, rispetto a gennaio, di circa 80 euro al mese (per un mutuo ventennale a tasso variabile di 100mila euro).
Come mai? «Le preoccupazioni che hanno causato il balzo dell’Euribor nell’ultimo anno non sono svanite con il taglio dei tassi - spiega Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline -. Il problema della crisi attuale dei mercati è la mancanza di fiducia tra le banche che chiedono interessi più alti per prestarsi i soldi e quindi fanno lievitare il valore dell’Euribor».
Lo scenario
Ma la situazione è destinata a migliorare? Per capirlo bisogna guardare gli indici di riferimento sui tassi e sulle aspettative sugli stessi. L’Euribor a 12 mesi è stato fissato a quota 5,51% mentre l’indice Eonia swap a 12 mesi (che riflette le aspettative sui tassi di interesse al netto del rischio di fiducia tra le banche) è stato fissato al 3,17 per cento. I due parametri tracciano due scenari paralleli: il primo (l’Euribor 12 mesi) indica che le banche oggi si aspettano che fra un anno la crisi non sarà ancora rientrata e che pertanto le rate dei variabili resteranno alte. Il secondo (lo swap Eonia a 12 mesi) indica come si potrebbero muovere i tassi qualora la crisi rientrasse. Purtroppo, però, chi è alle prese con un finanziamento ipotecario deve fare i conti con il primo indice. Per Antonio Cesarano, capo economista di Mps, «ci vorrà tempo perché le tensioni rientrino ed è troppo presto per tracciare previsioni».
Consigli
Come deve comportarsi, quindi, chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile? «Bisogna porsi un paletto massimo di spesa e capire fino a che punto le rate più alte non intaccano il bilancio famigliare - continua Anedda -. In qualunque caso è opportuno valutare l’ipotesi di una surrogazione a costo zero (si sposta il mutuo in un’altra banca potendo cambiare durata, tasso ma non importo, ndr)». E chi, invece, intende accendere un nuovo mutuo? «Va tenuto presente che tra le nuove offerte il miglior mutuo a tasso fisso costa meno (5,50% di Banca popolare di Bari, ndr) del miglior variabile (6,21% di Cariparma, ndr) - conclude Anedda -. Quindi l’ideale sarebbe partire con un buon fisso e mettersi alla finestra. Se la crisi rientra e i tassi iniziano la discesa, allora si potrebbe valutare di passare al variabile».
Fonte : http://vitolops.nova100.ilsole24ore.com